en
Return to Marmomac

Marmo, acqua e natura in una casa a Lisbona

17/07/2019


Si è soliti pensare all'uso del marmo e della pietra con un valore complementare di rivestimento, sia in senso tradizionale che nelle versioni più evolute e sperimentali. Eppure ci sono occasioni che ne dimostrano in maniera eloquente il potenziale nella costruzione dello spazio architettonico. È questo il caso dell'intervento di ristrutturazione di una casa unifamiliare a Lisbona firmato dagli architetti Leopold Banchini e Daniel Zamarbide, nella quale un nucleo centrale in marmo rosa caratterizza fortemente la spazialità dell'abitazione e i suoi valori formali e materici.

Il contesto del progetto

Fondata nel 1147 dagli Agostiniani e ricostruita dopo il terremoto del 1755, la cappella di Nossa Senhora do Monte domina la città di Lisbona. Il quartiere popolare costruito attorno all'eremo storico si estende fino alla ripida collina sulla quale si eleva la cappella, e dove nel corso del tempo molte delle case, accessibili solo tramite strette scalinate, sono state abbandonate. Una di queste, ridotta in macerie, è stata interamente ricostruita conservando integralmente la bianca facciata con il ritmo regolare delle aperture, ma lavorando dall'interno per ricavare i tre livelli dell'abitazione con volumi più grandi che giocano sulle luci e sulle vedute. Gli spazi a doppia altezza consentono la respirazione e la comunicazione tra i piani, generando un ambiente fluido e indiviso, imperniato su un nucleo centrale che accoglie i bisogni elementari dell'abitare – letti, docce, cucina e attrezzature – e un camino al livello inferiore, che trasmette calore a ogni piano. Le variazioni in pianta del nucleo centrale a ogni livello ne articolano la morfologia, consentendo un uso polivalente degli spazi che gli ruotano attorno.

Spazi serventi

La casa è costruita con materiali essenziali: la struttura muraria interna in cemento a vista contrasta con il nucleo centrale, realizzato con grandi lastre di una varietà locale di marmo rosa e bianco proveniente dalla vicina cava di Estremoz. Il medesimo materiale è utilizzato per mensole, scaffalature e arredi fissi, riducendo così al minimo la necessità di altri elementi di arredo. Alcune tende in tessuto leggero sono utilizzate per dividere gli spazi in maniera flessibile, mentre quinte scorrevoli in legno a scomparsa nel nucleo centrale garantiscono la necessaria intimità alle camere.

L'esterno

Al livello inferiore, un piccolo patio offre una colorata stanza esterna aperta al cielo di Lisbona e generosamente ombreggiata; le pareti del patio sono piastrellate con azulejos tradizionali prodotti localmente. Una scala a chiocciola collega i tre livelli dell'abitazione e raggiunge la terrazza sul tetto dove, circondato dalle acque blu della piscina, il piano della pavimentazione in marmo bianco offre una vista panoramica del paesaggio urbano apparentemente senza fine. Tre pini a ombrello, che ricordano quelli piantati dai monaci davanti alla cappella di Nossa Senhora do Monte, forniscono ombra durante le ore calde della giornata.

Credits

Progetto: Leopold Banchini Architects con Daniel Zamarbide
Localizzazione: Lisbona
Realizzazione: 2019