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Litico e traslucido

05/09/2018


Un nuovo volume di pietra per l'ampliamento del Museo di Nantes

Il Museo d'Arte di Nantes, uno dei più grandi di Francia al di fuori della capitale, ha riaperto al pubblico nel giugno 2017 dopo un radicale riassetto portato a compimento su progetto dello studio londinese Stanton Williams, vincitore di un concorso internazionale. La riorganizzazione del museo, oltre ad agire sugli edifici storici, ha interessato l'intero quartiere con l'obiettivo di aprire letteralmente l'istituzione alla città.

Entro questa logica, in una visione complessiva estesa dall'architettura urbana fino all'arredo museografico e all'identità grafica, rientrano i nuovi edifici costruiti in addizione: l'Archivio, un nuovo centro di documentazione e arti grafiche, e soprattutto il Cubo, posto a cavallo di un passaggio tra l'edifico storico e i giardini dell'oratorio del XVII secolo. Il Cubo, che ospita ulteriori spazi espositivi per l'arte contemporanea su quattro livelli di gallerie, è espressione della strategia di Stanton Williams di unire senza difficoltà il passato al presente. Il nuovo volume, infatti, ha l'aspetto di un corpo monolitico rivestito in una pietra chiara che richiama la materialità del Palais e di altri edifici vicini.

Al rivestimento lapideo delle superfici murarie su strada, interrotte dalle grandi aperture che consentono di vedere gli spazi della galleria dall'esterno, corrisponde sul fronte sud una facciata continua in marmo e vetro laminato traslucido; la luce naturale filtra attraverso la pietra venata durante il giorno nello spazio interno dove sono poste scale e passerelle dei collegamenti verticali, mentre di notte il marmo retroilluminato assume l'aspetto di una grande lanterna urbana.
La complessità dell'intero progetto si rivela poi nella risistemazione di tutti gli spazi, dove il tema della luce, centrale in un museo, è studiato con l'accortezza e professionalità che ha meritato allo studio Stanton Williams, aperto nel 1985, il prestigioso Stirling Prize del RIBA per il Sainsbury Laboratory a Cambridge.

CREDITI: Immagini e disegni: www.stantonwilliams.com

Fotografie: Cecile Clos, Stefano Graziani, Hufton+Crow
Foto modelli: Jack Hobhouse